Tutti con la testa fra le nuvole (Cloud)

Negli ultimi anni l’utilizzo di servizi in Cloud si è diffuso con sorprendente velocità anche in Italia. Sempre più utenti ed aziende sfruttano gli enormi vantaggi dati dall’impiego di questa nuova tecnoligia.

Molti utilizzatori, tuttavia, non hanno idea di essere tali. Di fatto, utilizzano questo tipo di servizi ogni  giorno senza rendersene conto. E’ molto probabile che tra questi ci sia anche tu che stai leggendo questo articolo ed ora ti mostrerò il perché.

Ma procediamo con ordine.

Innanzitutto, cosa vuol dire Cloud?

In generale, sono servizi in Cloud tutti quelli in cui le risorse (dati, elaborazioni, ecc.)  impiegate non risiedono sullo stesso computer dell’utente.

In parole povere, senza voler tirare in ballo tecnicismi, potremmo definire il Cloud come un “luogo” in cui abbiamo la facoltà di depositare delle infomazioni (dati, file, ecc.) che vogliamo essere in grado di recuperare successivamente da un qualsiasi dispositivo con accesso ad Internet.

Esaminando la questione con questa sorta di definizione in mente, comincia ad apparire chiaro che non sono solo le grandi società ad utilizzare servizi in Cloud. Infatti, riflettendo per un attimo sui gesti che compiamo abitualmente in Internet, potremmo cominciare facilmente ad individuare quanti dati memorizziamo quotidianamente online.

L’esempio più lampante di questa pratica è sicuramente Facebook (insieme con gli altri social network), nel quale ognuno di noi inserisce informazioni personali, fotografie, opinioni, preferenze e molto altro. Di fatto, tutti i nostri dati vengono memorizzati nei server del social network e resi disponibili a noi e a coloro con cui desideriamo condividerli.

Un altro esempio, forse meno ovvio del precedente, è da ricercarsi nei nostri moderni smartphone e tablet. Che siano iPhone, Android, Windows Phone, o altro, quasi tutti offrono una serie di servizi utili come la sincronizzazione di contatti ed agenda fra più dispositivi o il backup automatico di fotografie ed SMS. Ovviamente, per far funzionare queste comodità, tutti i nostri dati devono essere memorizzati, attraverso la connessione ad Internet, sui server dei rispettivi provider (Apple, Google, Microsoft, ecc.).

Gli esempi di servizi in Cloud sono moltissimi ed è impensabile descriverli tutti.

Il seguente elenco (assolutamente non esaustivo) riporta alcuni dei più conosciuti servizi di Cloud. Chissà che non ne troviate due o tre che state già utilizzando:

  • social network (Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin)
  • sincronizzazione agenda/contatti (Google Contacts/Calendar, iCloud)
  • caselle email (Gmail, Libero)
  • condivisione/stoccaggio file (Dropbox, SkyDrive, Google Drive)
  • chat (WhatsApp, Skype, FaceTime)
  • suite office online (Google Docs, Microsoft Office Live Apps)
  • e molti altri

Che importa se utiliziamo il Cloud?

Non c’è nulla di male nell’utilizzare tecnologie Cloud: abbiamo capito che esse sono entrate prepotentemente a far parte della nostra vita e, molto probabilmente, sarebbe ormai impossibile rinunciarvi.

Quelle che però dobbiamo tenere a mente sono le implicazioni derivanti dall’impiego di tali tecnologie: in pratica, in cambio di tutte queste comodità moderne ed accattivanti, noi distribuiamo online molte informazioni e contenuti multimediali che, fino a qualche anno fa, avremmo tenuto per noi.

Non è mia intenzione affrontare un discorso sulla privacy in questa sede, tuttavia è necessario avere almeno un’idea di questo questo fenomeno: le nostre informazioni, le foto, i contatti e gli appuntamenti della nostra agenda, non sono più archiviati solo sui nostri personal computer e smartphone, come potremmo essere portati a pensare. Di fatto, sono memorizzati su archivi di società che si assumono l’onere di elaborarli per fornirci i vari servizi di cui abbiamo parlato fino ad ora.

Vuol dire che dovremmo smettere di utilizzare servizi in Cloud?

Assolutamente no. I servizi in Cloud sono comodi, funzionali e, in generale, molto sicuri: rappresentano il futuro della tecnologia dell’informazione.

Quello che, in realtà, dovremmo fare è acquisire consapevolezza: imparare ad individuare quali servizi sono in Cloud e decidere con cognizione di causa se utilizzarli o meno e per quali scopi.

E voi cosa ne pensate? Avete scoperto di utilizzare qualche servizio in Cloud?

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